Il letargo delle tartarughe d’acqua

Le tartarughe d’acqua provenienti da zone temperate, dove le condizioni climatiche non permettono la loro sopravvivenza durante l’inverno vanno in letargo. A secondo della loro origine, vanno in letargo ad una temperatura tra 4°C e 8 °C o possono fare soltanto un periodo di attività ridotta (brumazione) tra 10°C e 15°C. 

Tutte hanno bisogno di un periodo di riposo sin dal primo inverno della loro vita! Fa parte del loro bioritmo ed è indispensabile per il loro benessere.

Preparazione

Non è soltanto la temperatura, ma sono pure l'intensità della luce e la durata del giorno ad indurre i cambiamenti ormonali necessari. Dal punto di vista fisiologico questo stato consiste in una riduzione al minimo delle funzioni vitali. I meccanismi esatti non sono conosciuti.
La preparazione inizia già a fine agosto: il periodo di attività e l’appetito diminuiscono progressivamente finchè in ottobre-novembre le tartarughe smettono completamente di alimentarsi e non escono quasi più dall’acqua.  

Letargo nello stagno


Il letargo fatto all’esterno in uno stagno è ideale perche permette alle tartarughe di seguire il loro bioritmo naturale. Le tartarughe acquatiche che vanno in letargo lo fanno sott'acqua, in fondo allo stagno, nascoste nella melma. Sopravvivono anche sotto una crosta di ghiaccio se l'acqua non gela fino al fondo dello stagno. Perciò lo stagno deve essere profondo circa un metro nel punto più basso. D’inverno, nelle giornate più calde, è perfino possibile veder le tartarughe nuotare sotto lo strato di ghiaccio! Non bisogna rompere il ghiaccio: ciò creerebbe loro troppo stress. Sul fondo della vasca ci vuole un misto di sabbia e ghiaia con uno strato di melma nel quale le tartarughe possono andare a nascondersi. L’acqua deve essere ben ossigenata: le tartarughe non respirano durante il letargo ma sono in grado di assorbire dalle mucose il poco ossigeno che serve. L’uso di una pompa per tenere l’acqua in movimento può essere di aiuto. Attenzione: si usa una pompa per movimentare l’acqua, non l’installazione di filtraggio! Evitare che la melma in fondo allo stagno venga mossa. Un diffusore d’aria con pietra porosa è un alternativa valida per ossigenare l’acqua.

Al momento del risveglio con le prime belle giornate alla fine dell’inverno o in primavera, le tartarughe sono deboli e fanno fatica a nuotare per risalire a respirare. Per potersi arrampicare facilmente, il bordo dello stagno deve presentare un pendio progressivo, non scivoloso, ed essere facilmente raggiungibile. Le tartarughe devono poter tirare la testa fuori dall’acqua rimanendo appoggiate sulle zampe senza fare sforzo.

Letargo controllato in un locale freddo o in frigorifero

Chi non dispone di uno stagno ma di una vasca esterna può lo stesso far fare il letargo alle sue tartarughe d'acqua. Si prepareranno da sole. Quando saranno pronte basterà spostarle in una vaschetta come descritto qui sotto e tenerle fino alla primavera in un luogo buio dove la temperatura rimane tra 4°C e 8°C. 

Se invece vivono in un acquaterrario le tartarughe vanno preparate dall’inizio dell’autunno diminuendo progressivamente sull’arco di due mesi la luce, la temperatura e l’alimentazione. Quando diventano apatiche e non mangiano più, le tartarughe vanno messe in uno o più contenitori di plastica (piccolo acquario o vasca) con acqua appena più alta del loro carapace, in modo che possano tirare fuori la testa rimanendo appoggiate sul fondo. Un po’ di foglie secche di faggio sul fondo della vasca sostituiranno la melma. 

La vasca va tenuta in un posto buio, riparata dalle correnti d'aria ad una temperatura costante tra 4°C e 8°C. L’ideale sarebbe una cantina non riscaldata ma può andare bene anche una stanza non riscaldata, un pozzo luce o una casetta per gli attrezzi dove non gela. Se non è buio abbastanza, la vasca va coperta con un tessuto bagnato. Si può anche mettere il contenitore in frigorifero: la temperatura verrà regolata tra 4°C e 8°C. Purtroppo il letargo in frigorifero non è ideale perché le vibrazioni del compressore, le variazioni della temperatura, l’apertura della porta per i controlli e per il ricambio dell’aria disturbano le tartarughe.Non è raccomandato se ci sono altre possibilità. 

Per le specie che non fanno un vero letargo ma soltanto la brumazione ad una temperatura tra 10°C e 15°C, un periodo di attività ridotta di otto settimane è sufficiente. Vanno preparate come descritto qui sopra, poi si spengono luce e riscaldamento e veranno alimentate una sola volta alla settimana.

Per fare uscire le tartarughe dal letargo, si aumentano progressivamente la temperatura e l'intensità della luce. Quando sono di nuovo attive, si può ricominciare a nutrirle. 

Attenzione: non portare le tartarughe che vivono fuori nella casa riscaldata quando le temperature si abbassano! Facendolo si interrompe brutalmente la loro preparazione al letargo. Rimangono attive ma sono apatiche e non mangiano quasi più, logorando le loro riserve. Se questo stato dura troppo a lungo, può portare a gravi problemi di salute.

Queste specie possono essere tenute all’esterno tutto l’anno fino ad un altitudine di 850 m:

  • Testuggine palustre europea (Emys orbicularis)
  • Tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina)
  • Tartaruga dipinta occidentale(Chrysemys picta bellii)
  • Tartaruga del muschio (Sternotherus odoratus)
  • Tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans)
  • Tartaruga dalle orecchie gialle(Trachemys scripta scripta)

Queste specie possono essere tenute all’esterno dalla primavera all’autunno. È consigliato un letargo controllato ad una temparatura da 4°C a 8°C in vasca in un locale adatto dove non gela:

  • Tartaruga cinese palustre tricarinata(Mauremys reevesii)
  • Tartaruga dipinta meridionale(Chrysemys picta dorsalis)
  • Testuggine geografica del Mississipi (Graptemys pseudogeographica kohnii)
  • Testudo palustre del Caspio (Mauremys caspica)
  • Tataruga palustre dei Balcani (Mauremys rivulata)
  • Testuggine cooter di fiume(Pseudemys concinna concinna)
  • Altre specie su domanda 

Autori: Sylvia Aebischer, Martin Berger e Roger Limacher, Tradotto dal tedesco: Catherine Nägeli.
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