Recinto per le tartarughe mediterranee

Quando si prepara un recinto per le tartarughe terrestri mediterranee, lo scopo è di ricreare un ambiente più vicino possibile a quello naturale delle zone da cui provengono. La riproduzione visiva della natura alle nostre latitudini però non basta, in quanto il clima dell’Europa centrale è di solito troppo freddo, troppo umido e troppo poco solegiato per questi animali dipendenti dal caldo. Perciò dobbiamo adottare alcune misure per ricreare un ambiente caldo ed asciutto. Una piccola serra permette di aumentare la temperatura in un ambiente riparato. Anche nella Sizzera italiana è molto utile nelle mezze stagioni in primavere ed autunno o durante le estati piovose. In altitudine e a nord delle Alpi, si consiglia inoltre l’installazione di una lampada riscaldante all’interno della serra per raggiungere la quantità di luce e la temperatura indispensabili ad una buona qualità di vita per le tartarughe terrestri mediterranee.

La tenuta in casa o in un terrario non permette di rispettare i bisogni delle Testudo hermanni, Testudo marginata e delle sottospecie europpee della Testudo graeca. Questi animali hanno bisogno delle escursioni termiche, dei cambiamenti del fotoperiodo e delle variazioni della temperatura per regolare il loro metabolismo in funzione delle stagioni e cio è possibile esclusivamente con la tenuta all’esterno. Inoltre hanno un gran bisogno di movimento, incompatibile con la tenuta in casa. Tenerle in terrazza è possibile unicamente se questa è abbastanza soleggiata, riparata dal vento e se c’è spazio a sufficienza per costruire un recinto abbastanza grande.

Per una detenzione rispettosa dei loro bisogni, le tartarughe terrestri mediterranee devono stare sempre fuori, di giorno e di notte, durante tutto il loro periodo di attività.

Pianificazione

La pianificazione del recinto va fatta con cura per evitare correzioni impegnative e costose. Meglio confrontare le proprie idee con un detentore esperto e far tesoro della sua esperienza. La visita di recinti esistenti è il primo passo da compiere. Da considerare anche l’eventale richiesta di permessi di costruzione. Eventuali istallazioni elettriche vanno realizzate da uno professionista.
Idealmente il nuovo recinto dovrebbe essere pronto prima della fine del letargo per poter traslocare le tartarughe subito dopo il risveglio. 

Aspetti della pianificazione:

  • Tempi di costruzione
  • Situazione e taglia del recinto
  • Recinzione
  • Serra
  • Suolo
  • Allestimento e piantumazioneZeitliche Planung

Situazione e taglia del recinto

La taglia del recinto dipende del numero di tartarughe che ci vivranno. La sua superficie non è mai troppo grande! Va prevista una possibile divisione del recinto o un recinto di riserva e recinti per l’allevamento delle giovani tartarughe. 
Il recinto deve essere soleggiato tutto il giorno: per le tartarughe il sole del mattino è molto importante per riscaldarsi e sfruttare anche gli ultimi raggi della sera. Inoltre devono essere riparate dal vento.

Recinzione

La recinzione deve essere a prova di tartarughe, l’altezza almeno di 40 centimetri sopra il suolo e la profondità di 10 centimetri sotto per evitare che quando le tartarughe si sotterrano rischino di ritrovarsi dall’altra parte. Gli angoli sono particolarmente a rischio perche le tartarughe sono delle provette scalatrici. Perciò si possono coprire con triangoli di legno, lastre di sasso o di cemento. Per la recinzione stessa si possono usare delle lastre di cemento o di granito, delle traversine di quercia, degli assi di legno o di materiale sintetico. Le griglie o le separazioni trasparenti non vanno bene perche le tartarughe non le percipiscono come ostacoli e provano ad oltrepassarle in continuazione. Particolarmente gradevoli alla vista sono i terazzamenti del terreno al posto di recinzioni. Bisogna però ricordare che, anche se le tartarugh sembrano goffe e poco agili, sono molto brave ad arampicarsi e a scavalcare,  soprattutto i maschi.

Serra

La presenza di una serra nel loro recinto permette alle tartarughe provenienti da zone calde attorno al Mediterraneo di vivere bene da noi nonostante un clima più umido e freddo in primavera e in autunno con estati non sempre belle. Appena c’è un po di sole, la serra si riscalda e le tartarughe possono raggiungere la temperatura corporea necessaria alle loro funzioni vitali. 

Nelle parti meno calde e soleggiate della Svizzera italiana e a nord delle Alpi è inoltre necessario istallare una lampada riscaldante all’interno della serra quindi va pianificata una linea elettrica. Un termostato permetterà l’accensione e lo spegnimento della lampada a seconda della temperatura. L’istallazione va effettuata da un professionista. Per evitare il surriscaldamento, si raccomanda l’istallazione di un semplice cilindro ad olio, facilmente riperibile nei negozi di giardinaggio, che regolerà automaticamente l’apertura della serra in funzione della temperatura. 

Nel nostro caso la lampada serve a fornire calore. La qualità della luce che produce non è importante: non serve una lampada apposta per rettili. In effetti le tartarughe, vivendo fuori, hanno la possibilità di sfruttare la luce solare e tutto il suo spettro quando sono attive.
La serra va posta su una base di cemento, legno o materiale sintetico, lasciando un apertura per permettere alle tartarughe di entrare ed uscire.

Di solito  utilizzano la serrra come zona di riposo e ci passano la notte. L’istallazione di una porta ci permette di chiuderle all’interno durante la notte per proteggerle dai predatori.
Come sostrato, la terra del giardino leggermente umida va mischiata con un trucciolato di corteccia e coperta con delle foglie secche o della paglia (non il fieno perché marcisce!).

Ci sono diverse ditte che propongono delle serre apposta per le tartarughe. Il plexiglas che lascia passare gli UV (chiamato Alltop) è più trasparente. Favorisce un migliore riscaldamento della serra e permette l’osservazione degli animali. Il costo è maggiore e non è indispensabile nelle zone più soleggiate del Ticino. Sono anche disponibili delle basi già pronte con delle porte. Vedere ”Informazioni sulle serre”.

Suolo

Alla qualità del suolo spesso non si pensa. Ma il terreno ricco di umus che troviamo in Svizzera non ha nulla che fare con quello delle zone di provinienza delle tartarughe terrestri europee. Lì troviamo soprattutto un suolo calcareo povero di sostanze nutritive. Si asciuga molto in fretta e si riscalda anche velocemente. Lì non crescone le erbe da prateria grassa ma erbe e piante erbacee da prato magro, che crescono in un ambiente povero e sassoso, come possiamo trovare da noi nelle cave di ghiaia rinaturalizzate. È quello che dobbiamo ricreare per le nostre tartarughe. Perciò i primi dieci centimetri di terra vanno sostituiti con della ghiaia, ad esempio pietrisco calcare del Giura o- in Ticino - dal Monte Generoso, povero di sostanze nutritive. Il terreno va strutturato con grosse pietre calcaree, zone di sabbia,  collinette e balze e deve essere il meno piatto possibile. Una superficie rugosa aiuta a consumare le unghie. Un pendio o una collinetta orientata verso sud-sudest verrà usata dalle femine per l’ovodeposizione.

Arredamento

L’arredamento del recinto è di fondamentale importanza per il benessere delle tartarughe. L’alternanza di zone soleggiate e di ombra creano un microclima, vari nascondigli permettono di ripararsi dal sole, dal freddo e dall’umidita. Grossi sassi e radici di albero strutturano ulteriormente il recinto e formano delle barriere visive che proteggono le femmine dall’incessante rincorrere da parte dei maschi. Una ciotola per l’acqua  di facile pulizia ed una zona per dare il cibo fanno parte integrante del recinto. Le scelta delle piante è vasta: piante selvatiche che serviranno da cibo, piante autoctone e mediterranee (erbe aromatiche, piante basse, piccoli arbusti e conifere) per arredare un recinto dall’aspetto naturale. Le piante tossiche come il tasso, l’oleandro o l’edera sono da evitare.

Integrazione di un recinto per l’allevamento delle giovani tartarughe

Aggiungere una serra supplementare interna o esterna al recinto per l’allevamenmo delle tartarughine è l’ideale. Ci possono vivere durante tutto il periodo di attività. La copertura va tolta durante le belle giornate e sostituita da una griglia o da una rete come protezione dai predatori. Cosi le giovani tartarughe possono aprofittare della luce diretta del sole. Durante la notte, la copertura impedirà il rafreddamento della serra. Anche in questo caso, nelle zone poco soleggiate del Ticino e a nord delle Alpi, è consigliabile la posa di una lampada riscaldante per le mezze stagioni. Se hanno la possibilità di sotterrarsi, le tartarughine possono fare il letargo direttamente nella serra, che verra riempita di foglie secche. Ulteriori informazioni sull’allevamento delle giovani tartarughe. Ulteriori informazioni sull'allevamento dei giovani animali.

Letargo nel recinto esterno

Ci sono diversi modi di far fare il letargo alle tartarughe terrestri europee, che funzionano più o meno bene. Ma il metodo migliore è senz’altro permetterle di fare il letargo in una serra esterna dovè si possono sotterrare. È sicuro e isi avvicina di più a quanto avviene in natura. Gli animali possono stare tutto l’anno nel loro recinto esterno è non è necessario preparare un luogo per l’ibernazione. Perciò, quando si pianifica il recinto esterno, è indispendabile preparare il terreno sotto la serra in modo che le tartarughe si possano sotterrare facilmente anche in profondità. Ulteriori informazioni sul letargo delle tartarughe terrestri mediterranee. Ulteriori informazioni sull'ibernazione delle tartarughe mediterranee.

Conclusione

L’allestimento di un recinto conforme alle esigenze delle tartarughe terrestri mediterranee comporta di sicuro un grosso impegno finaziario e un grande lavoro. Ma il risultato ne vale la pena. Per primis si offre alle tartarughe un ottima qualità di vita e ci ricompesano in salute e longevità. Poi un recinto naturale di tipo mediterraneo ben strutturato è una chicca per l’occhio e ci regala tutto l’anno momenti di gioia e di rilassamento in giardino. 

Autore: Stefan Kundert, Tradotto dal tedesco: Catherine Nägeli.
© Schildkröten-Interessengemeinschaft Schweiz (SIGS) 2023